[ITALIANO di seguito]
Camping ‘Hadrian’s Wall’ proved to be fantastic.
As you can tell from the name, it is situated practically next to the famous Hadrian’s Wall, built by the emperor to stem the incursions of the Scots.
I’ve heard (I don’t remember where or if it’s true, but I like the story) that the Romans tried several times to conquer Scotland, each time repulsed by the ferocity of those ‘barbarians’ and it seems that in the end, resigned, they decided to put up the wall to shut them out.
Perhaps someone less versed in history than me will be able to say whether this is true.
In addition to having had a peaceful and warm night, this time, since the patch on the mattress seems to have finally held, the little shed next to the tent offered us a comfortable space where we could have dinner, breakfast and ‘spread out’ some stuff.
While waiting for our sandwiches to be prepared, we spend some time talking to our tent neighbour, a ‘stray’ like us, of English origin, but who now lives in Seville and has spent some time in Italy, and another gentleman who is passionate about trekking and compliments us on what we are doing.
Moral of the story, we set off late as usual, but today we decided to ‘shorten’ (it will be 90 km anyway) and detour off the track to find one of the few villages in the area.
The very nice road, all dirt and wild climbs with regular gradients and few tears, and takes us to yet another artificial lake, on the banks of which a tourist centre with camping and various activities has been built.
It is the only likely place for lunch, so of course we stop to enjoy a double Cheeseburger and the legendary Fish’n Chips.
Slightly weighed down, we set off again on a beautiful lakeside cycle path that then becomes a forest track and begins to climb among the hills.
The width of the track becomes narrower and narrower until it remains a single track called ‘Bloody Bushes’ because of the bushes that tickle your legs.
We come to a sort of stele in the middle of nowhere, this is it, it’s finally the Scottish border.
A little more up and down and a stop to observe an old steam tractor at rest under the canopy of a farmhouse and we are ready to tackle the last climb of the day in a beautiful valley.
The last few kilometres are slightly downhill on a road with a bit of traffic, but they don’t give us any particular problems and we arrive contentedly at the hotel where a hearty dinner and a few beers await us in the company of another group of very nice British cycle travellers.
[ITA]
Il campeggio “Hadrian’s Wall” si è confermato fantastico.
Come si capisce dal nome, è situato praticamente a ridosso del famoso Vallo di Adriano, fatto costruire dall’imperatore per arginare le incursioni degli scozzesi.
Ho sentito dire (non mi ricordo né dove né se sia vero, ma mi piace la storia) che i Romani abbiano provato diverse volte a conquistare la Scozia, ogni volta respinti dalla ferocia di quei “barbari” e pare che alla fine, rassegnati, abbiano deciso di tirar su il muro per chiuderli fuori.
Magari qualcuno meno capra di me in storia saprà dire se sia vero.
Oltre ad aver passato una nottata serena e calda, stavolta, dato che la toppa al materassino pare abbia finalmente retto, la casina accanto alla tenda ci ha offerto uno spazio comodo dove cenare, fare colazione e “spargere” un po’ di roba.
In attesa che ci vengano preparati i panini, trascorriamo un po’ di tempo parlando con il nostro vicino di tenda, un “randagio” come noi, di origine inglese, ma che adesso vive a Siviglia ed ha passato diverso tempo in Italia, ed un altro signore appassionato di trekking che ci fa i complimenti per quello che stiamo facendo.
Morale della favola, partiamo tardi come al solito, ma oggi abbiamo deciso di “accorciare” (saranno 90 km comunque) e deviare fuori traccia per trovare uno dei pochi paesi nella zona.
La strada molto bella, tutta sterrata e wild sale con pendenze regolari e pochi strappi e ci porta fino all’ennesimo lago artificiale, sulle sponde del quale è stato costruito un centro turistico con campeggio ed attività varie.
È l’unico posto papabile per il pranzo, quindi, ovviamente ci fermiamo per gustarci un doppio Cheeseburger ed il mitico Fish’n Chips.
Un po’ appesantiti, ripartiamo su una bella ciclabile lungolago che poi diventa una forestale ed inizia a salire tra le colline.
La larghezza della traccia si riduce sempre di più fino a rimanere un single track chiamato “Bloody Bushes” per via dei cespugli che ti solleticano le gambe.
Giungiamo ad una sorta di stele nel mezzo al nulla, ci siamo, è finalmente il confine con la Scozia.
Un altro po’ di su e giù ed uno stop per osservare un vecchio trattore a vapore a riposo sotto la tettoia di un casolare e siamo pronti ad affrontare l’ultima salita di oggi in una valle bellissima.
Gli ultimi chilometri sono poi in leggera discesa su una strada un po’ trafficata, ma non ci danno particolari problemi ed arriviamo contenti all’Hotel dove ci aspetta una lauta cena e qualche birra bevuta in compagnia di un altro gruppo di cicloviaggiatori inglesi simpaticissimi.