[ITALIANO di seguito]
Slightly tumultuous night at the Philpin Farm campsite, partly due to the tent neighbour snoring loudly, partly due to my sleeping mat that keeps deflating, despite being repaired.
We have breakfast in the ‘barn’ (literally ‘hut’), exchanging a few words with the various onlookers.
At 8.30 a.m. we are already in the saddle; today promises to be a tough day, as there are 120 km on the plate.
Fortunately, the beautiful road this time is uphill with a constant gradient and the wind is practically absent, but I can already feel that it can’t last, in fact the track on the GPS says sternly: we go left!
One of the many gates opens and a very bumpy little road leads us to the top of yet another hill.
We feel in good shape and the beautiful ‘sibylline’ landscape all around contributes to a peaceful morning. I was almost worried that I would have nothing interesting to write about, but instead….
Over lunch in the only village with shops and cafes, we decided that we could make it to Haltwhistle, on the edge of Hadrian’s Wall where there are several shops and campsites.
The biggest effort was the climb up the ‘Green Castle’ mountain to an altitude of almost 800 metres, but from there on there would be several kilometres of descent.
Painstakingly we gain the summit and the view is truly breathtaking: some of the slopes are green, others tend more towards brown because of the shrubs, others still towards purple.
All the colours are slightly desaturated by the partly overcast sky.
That’s it, now we can set off downhill, but… the path crosses a marshy area.
As long as there is an incline, there are no major problems, apart from a few fords to be crossed carefully, but when it becomes flatter, there start to be several pools with mud that suck our wheels. We have to do many stretches on foot, jumping here and there to try not to disappear forever in the black bog and end up like Artex, Atreyu’s horse in the Neverending Story.
It takes us an hour and a half to cover four kilometres, but the road finally improves: we have emerged unscathed, but covered in mud up to our ears.
We would like to phone our chosen campsite, but there is no line.
When we finally manage to do so, we find that it is too late and no one answers.
After several attempts, we manage to find one, but the lady only waits until 9 p.m., so we have to run.
Fortunately, the track returns to asphalt, which, apart from the usual ‘bumps’, runs smoothly.
The last few miles are on the path of a former railway and suddenly we arrive in front of what used to be the station, but a gentleman stops us resentfully because we are treading on his grass: we are in his garden.
Eventually he is polite and explains that they were supposed to make a signposted diversions of the cycle path, but it was never built.
He accompanies us to the exit of his property and opens the gate for us, directly on a viaduct, fabulous!
We split up: Mara will provide dinner and I get to the campsite in time.
The last stretch is deadly, with several hairpin bends above 20%, but I grit my teeth and even arrive before 8pm.
The campsite is very nice and the lady very kind.
The tent is set up and Mara has arrived, also exhausted, but dinner is soon prepared and we can cheer ourselves up with even a piece of chocolate cake and this time we have beers!
[ITA]
Nottata leggermente tumultuosa al campeggio Philpin Farm, un po per il vicino di tenda che russava alla grossa, un po’ per il mio materassino che continua a sgonfiare, nonostante la riparazione.
Facciamo colazione nel “barn” (letteralmente “capanno”), scambiando qualche parola con i vari curiosi.
Alle 8:30 riusciamo ad essere già in sella, oggi la giornata si preannuncia tosta, dato che sul piatto ci sono 120 km.
Per fortuna, la bella strada stavolta è in salita con pendenza costante ed il vento è praticamente assente, ma già sento che non può durare, infatti la traccia sul GPS dice severa: si va a sinistra!
Si apre uno dei tanti cancelli ed una stradina molto scassata ci guida in cima all’ennesima collina.
Ci sentiamo in forma ed il bel paesaggio “sibillino” tutto intorno contribuisce a farci passare una tranquilla mattinata. Ero quasi preoccupato di non avere nulla di interessante da scrivere, ed invece…
Durante il pranzo consumato nell’unico paese fornito di negozi e caffè, abbiamo deciso che ce la possiamo fare ad arrivare ad Haltwhistle, a ridosso del Vallo di Adriano dove ci sono diversi negozi e campeggi.
La fatica più grossa era la salita sul monte “Green Castle” fino a quasi 800 metri di quota, ma da lì in poi ci sarebbero diversi chilometri di discesa.
Faticosamente ci guadagnamo la cima ed il panorama è veramente mozzafiato: alcuni dei pendii sono verdissima, altri tendono più sul marrone per via degli arbusti, altri ancora sul viola.
Tutti i colori sono leggermente desaturati dal cielo parzialmente coperto.
È fatta, ora possiamo buttarci in discesa, ma… il sentiero attraversa un’area paludosa.
Finché c’è pendenza non ci sono grossi problemi, a parte qualche guado da oltrepassare con attenzione, ma quando diventa più piatto, iniziano ad esserci diversi ristagni con fango che ci succhiano le ruote. Dobbiamo fare molti tratti a piedi, saltando di qua e di là per cercare di non sparire per sempre nel pantano nero e finire come Artex, il cavallo di Atreyu nella Storia Infinita.
Per percorrere 4 chilometri ci mettiamo un’ora e mezza, ma finalmente la strada migliora: ne siamo usciti indenni, ma coperti di fango fin dietro alle orecchie.
Vorremmo telefonare al campeggio scelto, ma non c’è linea.
Quando finalmente ci riusciamo, scopriamo che è troppo tardi e non risponde più nessuno.
Dopo diversi tentativi, riusciamo a trovarne uno, ma la signora ci aspetta solo fino alle 21, quindi c’è da correre.
Per fortuna la traccia ritorna su asfalto che, a parte le solite “pettate”, fila regolare.
Le ultime miglia sono sul percorso di una ex ferrovia e ad un tratto arriviamo di fronte a quella che era la stazione, ma un signore ci ferma risentito in quanto gli stiamo calpestando l’erba: siamo nel suo giardino.
Alla fine si rivela gentile e ci spiega che avrebbero dovuto fare una deviazione segnalata della ciclabile, ma non è mai stata realizzata.
Ci accompagna verso l’uscita della sua proprietà e ci apre il cancello, direttamente su un viadotto, favoloso!
Ci dividiamo: Mara provvederà alla cena ed io ad arrivare al campeggio in tempo.
L’ultimo tratto è mortale, con diversi strappi sopra al 20%, ma stringo i denti ed arrivo addirittura prima delle 20.
Il campeggio è molto bello e la signora gentilissima.
La tenda è montata e Mara è arrivata, anche lei stremata, ma la cena è presto preparata e ci possiamo tirar su con addirittura un pezzo di torta al cioccolato e stavolta abbiamo le birre!