Day 18 – L’asino d’oro

La nottata è stata un po’ turbolenta a causa delle troppe birre di ieri sera, ma dopo la solita abbondante colazione, proviamo a rimetterci in sesto ed a partire, non prima di aver salutato tutti i nostri fans del campeggio (anche una coppia di Serbi ci ha interrogato incuriosita).
Le domande da “profano” sono sempre più o meno le stesse: quanti chilometri fate al giorno? ma siete arrivati fin qui solo con la bici? come fate quando piove? e se vi viene fame? e se vi viene sete? e se vi scappa la ca…?
Rispondiamo sempre volentieri e ci piace spendere qualche minuto a raccontare, anche con la speranza di essere in qualche modo di ispirazione per qualcuno.
Attraversiamo il “paese” di Borsch (chiamarlo paese è un eufemismo, una strada sterrata con bazar tutti uguali, ristoranti e bar a destra e sinistra) ed imbocchiamo una ripida strada ciottolosa che da quota 0 ci porta fino a 250 circa.
Il sole picchia già forte e sono appena le 9:30. Arriviamo in cima già fradici di sudore, ma per fortuna c’è una fonte con acqua freschissima con cui possiamo ristorarci un po’.
Il percorso pianificato per oggi ci lascia qualche dubbio, dato che ci sono molte parti su ciò che sulla mappa è indicato come “sentiero”, ma siamo preoccupati che non esista.
Decidiamo forse saggiamente di rimanere sulla strada principale che nel frattempo abbiamo imboccato, dato che non è molto trafficata ed è panoramica.
Poco dopo un cartello stradale ci avvisa che Saranda, la meta del pranzo, è a soli 35 km e Ksamil è di poco più in là. Pregustiamo già le linguine ai frutti di mare ed il relax che seguirà una volta giunti a destinazione.
Saranda non ci entusiasma a causa dei molti palazzoni residenziali, molti abbastanza decadenti, anche se il lungo mare ed il porto sono carini, ma la cosa migliore in assoluto sono le linguine!
Gli ultimi 10 chilometri passano in un attimo e ci catapultiamo nelle acque caraibiche di Ksamil.
Domani ci restano gli ultimi 60 chilometri ed arriveremo finalmente (o purtroppo) a destinazione.

[ENG]

The night was a bit turbulent because of too many beers last night, but after the usual hearty breakfast, we try to pull ourselves together and set off, not before greeting all our fans at the campsite (even a couple of Serbs questioned us curiously).
The ‘layman’s’ questions are always more or less the same: how many kilometres do you do a day? but have you come this far only by bike? what do you do when it rains? what if you get hungry? what if you get thirsty? what if you have to take a dump?
We always answer willingly and we like to spend a few minutes recounting, also in the hope of somehow inspiring someone.
We pass through the ‘village’ of Borsch (calling it a village is an euphemisms, a dirt road with bazaars all the same, restaurants and bars left and right) and take a steep cobbled road that takes us from altitude 0 up to around 250.
The sun is already beating down hard and it is barely 9.30am. We arrive at the top already drenched in sweat, but luckily there is a spring with very fresh water with which we can refresh ourselves a little.
The route planned for today leaves us in some doubt, as there are many parts on what is marked as a ‘path’ on the map, but we are worried that it does not exist.
We decide perhaps wisely to stay on the main road that we have taken in the meantime, as it is not very busy and is scenic.
Shortly after, a road sign warns us that Saranda, our lunch destination, is only 35 km away and Ksamil is a little further on. We already anticipate the seafood linguine and the relaxation that will follow once we reach our destination.
Saranda does not excite us because of the many residential buildings, many of them quite decadent, although the seafront and the harbour are nice, but the best thing is the linguine!
The last 10 kilometres pass in a flash and we catapult ourselves into the Caribbean waters of Ksamil.
Tomorrow we have the last 60 kilometres left and we will finally (or unfortunately) arrive at our destination.

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