Scopriamo con un po’ di piacere che la strada che dobbiamo intraprendere oggi non è più sterrata, ma è stata recentemente asfaltata. La giornata si preannuncia quindi un po’ più leggera.
Dopo il solito ritardo accumulato nelle vie di Valona, tra traffico e banane dimenticate sul piatto della bilancia, lasciamo la città ed iniziamo subito a salire spingere su per delle rampe mortali, ma dopo un paio di chilometri il percorso diventa finalmente più scorrevole.
La bella strada percorre una valle ed il paesaggio cambia di nuovo: sembra ancora di essere in montagna.
Il caldo è infernale, ma fortunatamente una leggere brezza a favore ci spinge e diluisce un po’ la pendenza.
Dopo un paio di soste in market/bar/ristoranti per rifocillarci con bibite fresche, con relativi avventori che ci guardano come alieni appena sbarcati, arriviamo finalmente in cima, dove il paese di Koç è appollaiato, ma, sorpresa, (eh, ti pareva!) gli ultimi tornanti sono ripidissimi ed il fondo diventa di nuovo sterrato.
Riusciamo agilmente a superare gli ultimi metri di dislivello ed iniziare la discesa, ma come ormai ci siamo abituati è molto scassata e presenta diversi su e giù.
Il panorama si apre dopo una decina di chilometri sulla città di Borsch ed il mare di fronte: bellissimo.
Lanciamo le bici e le nostre cose al bungalow, attraversiamo la strada e ci tuffiamo immediatamente nelle acque turchesi del mare di Borsch.
Improvvisamente qualcuno ci chiama: una ragazza italiana che alloggiava nello stesso nostro hotel di ieri sera ha preso il bungalow di fronte! Le coincidenze!
Decidiamo quindi di cenare insieme, ma il ristorante scelto non è dei migliori. Pazienza, ci consoleremo con qualche birra!!
Tra una Paulaner e l’altra tiriamo tardi fino quasi alle 1, sperando di non aver disturbato troppo i vicini di bungalow fiorentini.
[ENG]
We discover with some pleasure that the road we have to take today is no longer gravel, but has recently been paved. The day therefore promises to be a little lighter.
After the usual delay in the streets of Vlora, between traffic and bananas forgotten on the scales, we leave the city and immediately start climbing pushing up some deadly ramps, but after a couple of kilometres the route finally becomes smoother.
The beautiful road runs through a valley and the landscape changes again: it again feels like being in the mountains.
The heat is hellish, but fortunately a light breeze pushes us along and dilutes the gradient a little.
After a couple of stops in markets/bars/restaurants to refresh ourselves with cold drinks, with their customers looking at us like aliens who have just landed, we finally reach the top, where the village of Koç is perched, but, surprise, (and I knew it!) the last few hairpin bends are very steep and the road becomes unpaved again.
We easily manage to overcome the last few metres of altitude difference and begin the descent, but as we have become accustomed to by now, it is very bumpy and has several ups and downs.
After about ten kilometres, the view opens up over the town of Borsch and the sea opposite: beautiful.
We throw the bikes and our things at the bungalow, cross the road and immediately dive into the turquoise waters of the Borsch sea.
Suddenly someone calls us: an Italian girl staying in the same hotel as us last night has taken the bungalow opposite! Coincidences!
We then decide to have dinner together, but the restaurant chosen is not the best. Patience, we’ll console ourselves with a few beers!
Between one Paulaner and another we stay up late until almost 1 a.m., hoping not to have disturbed the Florentine bungalow neighbours too much.