Day 13 – Barbullush

La signora armata di Google Translate che ci ha affittato la camera a Bar ci saluta augurandoci “Merry Christmas” ed il suo dolce canino Dotty ci accompagna fino al cancello, abbaiando come se non ci fosse un domani.
Dopo una veloce sosta ad un market Idea, siamo finalmente in marcia.
Si sale per un po’, fino quasi a 300 metri di quota, ma da lì la bella strada percorre un altopiano per poi discendere fino quasi a 0 metri.
Il traffico inizia a farsi più intenso ed arriviamo finalmente alla frontiera con l’Albania, dove incontriamo un’altra coppia di cicloviaggiatori. Sono olandesi e non proprio giovanissimi, ma capiamo subito che sono molto “rodati” ed anche loro sono partiti da nord, da Trieste, per discendere attraverso Croazia e Bosnia.
Scambiamo quattro chiacchiere, soprattutto sulle cose da portarsi dietro durante i viaggi.
Loro hanno bici con portapacchi e borse laterali grandi, ma si “lamentano” del fatto di non aver usato metà della roba che hanno con loro.
Il mio commento è “non ci sono grossi problemi a rimanere con la stessa T-Shirt per diversi giorni” e la loro risposta: “no, però abbiamo notato il tuo odore!”
Oltrepassiamo il confine insieme e condividiamo i primi chilometri albanesi, per poi congedarsi (siamo un po’ più veloci di loro).
Giusto il tempo di perdersi tra i campi, per evitare il più possibile la trafficata strada principale, e quasi perdere per sempre Mara, spaventata a morte da un pollo, ed iniziamo a pedalare sul serio.
Passando tra i vari pesi, uno in particolare attira la nostra attenzione per la presenza di un “camping/resort” il cui nome è “Gardenland”, scritto addirittura con gli stessi caratteri del noto parco divertimenti italiano. Siamo a “Barbullush”.
Lo stomaco sta brontolando da un po’ e ci fermiamo ad un panificio per comprare qualcosa da mangiare, ma non abbiamo Lek, la moneta locale.
Mara entra domandando se è possibile pagare in Euro, ma l’unico avventore presente, in italiano, risponde di no e chiede ad una delle commesse di cambiarci i soldi, visto che l’ufficio preposto era chiuso.
Con il solito spirito da “italiano in vacanza “, pensiamo di essere stati fregati, ma in realtà la signora ci ha dato poco più di quanto ci spettava!
Compriamo un paio di cose da mangiare al market di fianco e ci sediamo in terra per consumarle, ma il tipo che ci ha aiutato prima ci chiama e fa sedere al bar di fronte.
Un po’ imbarazzati ci mettiamo a consumare i nostri panini al tavolo del bar, ma il barista sopraggiunge portandoci addirittura posate, tovaglioli e acqua da bere dicendo: “molti anni fa gli italiani hanno aiutato gli albanesi, ora voglio ricambiare il favore!”
Che dire, il primo contatto con le persone del luogo è spettacolare: tutti ti salutano e, visto che viaggiamo in bici, ti incitano.

Oggi, anche per colpa del caldo torrido siamo stanchi, quindi decidiamo di fermarci prima in un hotel 4 stelle in cui siamo gli unici clienti, direttamente affacciano sull’autostrada (sì, ne abbiamo percorsi circa 500 metri, ma qui è abbastanza permesso).
Una bella visita alla SPA ci ha rinvigorito ed adesso ci concediamo le consuete 2 birre, visto che comunque abbiamo percorso 120 km.

[ENG]

The lady armed with Google Translate who rented us the room in Bar greets us wishing ‘Merry Christmas’ and her sweet small dog Dotty accompanies us to the gate, barking like there’s no tomorrow.
After a quick stop at an Idea market, we are finally on our way.
We climb for a while, up to an altitude of almost 300 metres, but from there the beautiful road runs along a plateau and then descends to almost 0 metres.
The traffic starts to get heavier and we finally arrive at the border with Albania, where we meet another couple of cycle travellers. They are Dutch and not exactly young, but we immediately realise that they are very ‘well-travelled’ and that they too have set off from the north, from Trieste, to descend through Croatia and Bosnia.
We chat a bit, especially about the things to take with you on your travels.
They have bikes with luggage racks and large side bags, but they ‘complain’ that they haven’t used half the stuff they have with them.
My comment is “there is no big problem staying with the same T-Shirt for several days” and their reply: “no, but we noticed your smell!”
We cross the border together and share the first Albanian kilometres, then say goodbye (we are a little faster than them).
Just enough time to get lost in the fields, to avoid the busy main road as much as possible, and almost lose Mara forever, scared to death by a chicken, and we start cycling in earnest.
Passing between the various small towns, one in particular attracts our attention due to the presence of a ‘camping/resort’ whose name is ‘Gardenland’, even written in the same characters as the well-known Italian amusement park. We are in ‘Barbullush’.
Our stomachs have been growling for a while and we stop at a bakery to buy something to eat, but we don’t have Lek, the local currency.
Mara enters asking if it is possible to pay in Euros, but the only patron present, in Italian, says no and asks one of the shop assistants to change our money, as the office in charge was closed.
With the usual ‘Italians on holiday’ spirit, we think we have been ripped off, but in fact the lady gave us a little more than we were entitled to!
We buy a couple of things to eat at the market next door and sit on the floor to eat them, but the guy who helped us earlier calls us over and sits us down at the bar opposite.
A little embarrassed we sit down to eat our sandwiches at the bar table, but the bartender comes over and even brings us cutlery, napkins and water to drink saying: “many years ago Italians helped the Albanians, now I want to return the favour!”
What can I say, the first contact with the locals is spectacular: everyone greets you and, since we are travelling by bike, they cheer you on.

Today, partly because of the scorching heat, we are tired, so we decide to stop first at a 4-star hotel where we are the only guests, directly overlooking the motorway (yes, we have covered about 500 metres, but it is quite permitted here).
A nice visit to the spa has invigorated us and we now indulge in the customary 2 beers, since we have covered 120 km anyway.

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