Dopo essere stati spennati praticamente da chiunque nella turisticissima Kotor (roba da un gelato 2 gusti a 5,50€), scappiamo in direzione sud in un torrido giovedì di Giugno.
La pancia è come al solito piena come quando dormiamo in un hotel con colazione a buffet, abbiamo infatti dormito all’hotel Marija, con colazione a buffet. Ah, Mara ieri sera si è bevuta un Montenegro in Montenegro, un “Inception di Montenegro”! (cit. La Dima)
Ci districhiamo nella trafficatissima strada principale che per fortuna lasciamo quasi subito, optando per ripide, ma vuote strade residenziali.
Imbocchiamo infine una bellissima strada che sale a tornanti dove chiaramente corrono un rally in salita.
La mattinata passa tra dolci su e giù e la compagnia di un peloso amico a 4 zampe che ci ha accompagnato per quasi 10 chilometri.
Giungiamo verso l’ora di pranzo a Budva, dove ci riempiamo di burek ed altre cose di pasta sfoglia in un “pekara”.
Resta da fare il sottovalutato tragitto “Budva-Bar” che niente ha a che vedere con la rilassante musica “Buddha Bar”.
Per lasciare Budva, infatti, ci sono da fare 900 metri di dislivello, molti dei quali a spinta per evitare una strada principale trafficata che comunque ci tocca percorrere negli ultimi chilometri. Ci siamo anche quasi persi per evitare una galleria.
Sopravvissuti alle macchine che ci sfrecciano accanto, ci buttiamo in discesa fino quasi al livello del mare, ma purtroppo siamo in una buca e dobbiamo risalire a 600 metri.
Percorrendo una strada in mezzo ad aziende vinicole (non c’è in realtà tracce di vigneti, ma solo delle aziende, mah…), un signore si ferma incuriosito chiedendo da dove veniamo e rimane di stucco quando scopre che siamo partiti dalla Slovenia, augurandoci “good luck”.
Una deliziosa strada con pendenza regolare ci accompagna fino in cima al “punto alto”, dove l’ultima prova della giornata ci aspetta: il tunnel della ex ferrovia.
Anche per questo non ho trovato spiegazione, ma credo che la strada che abbiamo percorso sia stata costruita dove una volta giacevano i binari, data la pendenza esigua (sarà stata al massimo un 4%) ed in cima, per oltrepassare la sommità della montagna, abbiano scavato i quasi 3 km di galleria che adesso è percorsa solo da animali e qualche impavido in bici!
L’esperienza è surreale: buio totale, aria umidissima e ad un certo punto è appare un puntino luminoso in lontananza.
All’inizio penso che sia qualcuno che viene in senso opposto, ma poi capisco che si tratta della luce fievole che penetra dall’uscita lontana.
La cosa brutta è che il fondo è coperto da una sorta di melma lasciata dai numerosi animali che ci entrano…
Ci godiamo il magnifico panorama su Bar al tramonto durante la lunga discesa ed arriviamo in camera verso le 20, dove la proprietaria ci aspetta in compagnia del suo fido Google Translate per spiegarci le attrazioni della città.
Domani si entra in Albania.
[ENG]
After being fleeced by practically everyone in touristy Kotor (two-flavour ice cream costed €5.50), we flee in a southerly direction on a scorching Thursday in June.
As usual, our bellies are as full as when we sleep in a hotel with a buffet breakfast, we did in fact sleep in the Hotel Marija. Ah, Mara last night had a Montenegro in Montenegro, an ‘Inception of Montenegro’! (cit. La Dima)
We survive the busy main road, which we fortunately leave almost immediately, opting for steep but empty residential streets.
We finally take a beautiful road that climbs in hairpin bends where they clearly run an uphill rally.
The morning passes between gentle ups and downs and the company of a furry four-legged friend who has accompanied us for almost 10 kilometres.
We arrive around lunchtime in Budva, where we fill up on burek and other puff pastry things in a ‘pekara’.
There remains the underrated ‘Budva-Bar’ route, which has nothing to do with the relaxing ‘Buddha Bar’ music.
To leave Budva, in fact, there are 900 metres of elevation gain to be made, much of it by pushing to avoid a busy main road that we have to take in the last few kilometres anyway. We also almost got lost to avoid a tunnel.
Having survived the cars whizzing past us, we plunge downhill to almost sea level, but unfortunately we hit a pothole and have to climb back up 600 metres.
Driving along a road in the midst of wineries (there are actually no traces of vineyards, only wineries, mah…), a man stops in curiosity, asking where we are from, and is taken aback when he discovers that we have come from Slovenia, wishing us ‘good luck’.
A delightful road with a regular gradient accompanies us up to the ‘high point’, where the last test of the day awaits us: the former railway tunnel.
I have found no explanation for this either, but I believe that the road we took was built where the tracks once lay, given the slight gradient (it must have been 4% at most) and at the top, in order to pass the mountain, they dug the almost 3 km of tunnel that is now only crossed by animals and a few fearless people on bikes!
The experience is surreal: total darkness, very humid air and at one point a bright dot appears in the distance.
At first I think it is someone coming in the opposite direction, but then I realise that it is the faint light penetrating from the distant exit.
The bad thing is that the bottom is covered with a kind of slime left behind by the numerous animals that enter it….
We enjoy the magnificent view of Bar at sunset during the long descent and arrive at our room around 8 p.m., where the owner is waiting for us with her trusty Google Translate to explain the sights of the city.
Tomorrow we enter Albania.