Oggi è stata veramente tosta.
Ci siamo svegliati speranzosi, controllando le promettenti previsioni meteo, ma quando il momento di partire giunge, ovviamente inizia a piovere.
Dopo pochi minuti la carrareccia che stiamo percorrendo in salita diventa una mulattiera ed occorre spingerne molti tratti.
Guadagnato il crinale, la pioggerella diventa una sorta di monsone ed il vento da nord (penso sia una costante da queste parti, viste le numerose pale eoliche) ci schiaffeggia i volti.
Esce un timido sole, ma appena pronunciate le parole “finalmente il tempo migliora!”, ricomincia a piovere.
Per via di queste condizioni avverse, impieghiamo circa 5 ore per fare poco meno di 30 chilometri.
Come se non bastasse, la traccia ci porta in un sentiero chiuso dalla vegetazione e dobbiamo tornare indietro.
Riusciamo alla fine ad imboccare la strada giusta, ma durante la discesa mi accorgo che la ruota posteriore ha iniziato a perde aria e scopro un foro sul tallone. Riesco con un accrocchio a sistemarlo e ripartire.
La salita successiva è molto peggio, quasi tutta da spingere ed è difficile capire dove sia la traccia. Siamo in mezzo ad un campo minato. Continua a piovere.
Decidiamo di tagliare l’ultimo pezzo ed andare direttamente al lago (la meta di oggi) via asfalto, non vogliamo che il buio ci colga in mezzo alle mine!
Con nuovo vigore, teniamo un buon passo ed il tempo sembra migliorato, ma quando siamo ormai a soli 10 chilometri, ricomincia a piovere forte ed il vento (contro) è fortissimo, tanto da farci quasi fermare in discesa.
Percorriamo gli ultimi 5 chilometri in quasi un’ora, siamo stremati ed infreddoliti, ma ancora un’altra paio di sorprese ci attendono: prima sembra che non ci siano alberghi aperti nella zona, poi ne troviamo uno, ma ahimè è al completo.
Alla fine, dopo altri 3 chilometri (alle 22) abbiamo trovato una soffitta da una signora gentilissima che non spiccica una parola di inglese, ma ci intendiamo benissimo a gesti!
Il vento fuori continua a soffiare fortissimo, ma l’opzione di dormire in tenda è fortunatamente sfumata.
Ora ci godiamo una pasta cucinata direttamente in camera che, nonostante sia condita solo con un po’ di sale, sembra la più buona mai provata.
Ah, ci beviamo anche le meritate 2 birre a testa!
[ENG]
Today was really tough.
We woke up hopeful, checking the promising weather forecast, but when the time came to depart, of course it started raining.
After a few minutes, the gravel road that we are following uphill becomes a mule track and we have to push many sections of it.
Having gained the ridge, the drizzle becomes a sort of monsoon and the north wind (I think it is a constant in these parts, given the numerous wind turbines) slaps our faces.
A shy sun comes out, but as soon as we utter the words ‘finally the weather is improving!’, it starts raining again.
Because of these adverse conditions, it takes us about five hours to cover just under 30 kilometres.
As if that were not enough, the track leads us onto a path closed off by vegetation and we have to turn back.
We eventually manage to take the right path, but on the way down I realise that the rear wheel has started to leak air and I discover a hole in the heel. I manage with a trick to fix it and set off again.
The next climb is much worse, almost all to push and it’s hard to see where the trail is. We’re in the middle of a minefield. It continues to rain.
We decide to cut the last bit and go directly to the lake (today’s destination) via asphalt, we don’t want the darkness to catch us in the middle of the mines!
With renewed vigour, we keep a good pace and the weather seems to have improved, but when we are now only 10 kilometres in, it starts raining heavily again and the wind (against) is so strong that we almost stop on the descent.
We cover the last 5 kilometres in almost an hour, we are exhausted and cold, but still another couple of surprises await us: first it seems that there are no hotels open in the area, then we find one, but alas it is full.
Eventually, after another 3 kilometres (at 10pm), we find a loft with a very kind lady who doesn’t speak a word of English, but we understand each other very well with gestures!
The wind outside is still blowing hard, but the option of sleeping in a tent has fortunately vanished.
We now enjoy a pasta cooked directly in the room which, despite being seasoned only with a little salt, looks like the best we have ever tasted.
Ah, we also drink the well-deserved 2 beers each!