Ieri sera sono crollato mentre premevo il pulsante “upload” del blog, ma la nottata al “Pink Panther” è stata ristoratrice.
Dopo una bella scorta di cibo al market adiacente, dato che oggi non troveremo nessun posto dove fare rifornimento, partiamo, prima su asfalto, poi su una forestale che è comunque cartellata come una normalissima strada provinciale.
Il percorso risulta immediatamente molto più tecnico dei giorni precedenti ed un paio di salite assassine ci tolgono il fiato e ci costringono a spingere in alcuni tratti.
Verso tarda mattinata, attraversando una vallata, ci siamo accorti che di lì a poco sarebbe iniziato a piovere. Abbiamo quindi trovato preventivamente riparo in una stalla abbandonata, consumando anche i panini con šunka e sir (prosciutto e formaggio).
Non accenna a smettere, quindi vestiamo l’attrezzatura “heavy rain” e via!
La stalla si trova in mezzo ad un gruppo di case disabitate o senza tetto, segni evidenti del passaggio della guerra…
La zona ad est in generale ci è sembrata molto desolata rispetto ai posti vicino al mare, non si vede praticamente mai anima viva.
La guerra fa proprio schifo e lascia cicatrici che ci mettono decenni a rimarginarsi. Vedere con i propri occhi facciate di palazzi con i fori delle mitragliatrici in un momento in cui questo argomento è di nuovo attuale, è veramente impressionante…
Dopo un paio di passi di montagna fatti sotto una pioggia incessante, bagnati ed infreddoliti, dobbiamo accettare di concludere la tappa a Knin con “solo” 105 km fatti.
Ora dormo.
Bona!
[ENG]
Last night I collapsed while pressing the ‘upload’ button on the blog, but the night at the ‘Pink Panther’ was refreshing.
After a good stock up on food at the adjacent market, since we won’t find anywhere to refuel today, we set off, first on asphalt, then on a forest road that is still signposted as a normal provincial road.
The route is immediately much more technical than the previous days and a couple of killer climbs take our breath away and force us to push in some sections.
Towards late morning, while crossing a valley, we realised that it would soon start raining. We therefore took shelter in advance in an abandoned barn, also eating sandwiches with šunka and sir (ham and cheese).
It shows no sign of stopping, so we put on our ‘heavy rain’ gear and off we go!
The stable is in the middle of a group of uninhabited or roofless houses, clear signs of the passing of the war…
The area to the east in general seemed very desolate compared to the places near the sea, you hardly ever see a living soul.
The war really sucks and leaves scars that take decades to heal. To see with one’s own eyes the facades of buildings with machine-gun holes in them at a time when this subject is topical again is really impressive…
After a couple of mountain passes in the incessant rain, wet and cold, we have to accept that we end the stage in Knin with ‘only’ 105 km done.
Now I sleep.
Bona!