Dopo una rilassante nottata nello chalet, dove abbiamo potuto lavare tutti i quindici giorni di sporco dai vestiti utilizzando la sauna come asciugatrice, siamo ripartiti ricaricati.
Percorsi pochi chilometri dovbbiamo subito affrontare la prima prova della giornata: una strada sterrata molto dissestata che attraversa prima dei campi e poi una splendida foresta in cui le nostre ruotine strette sono in difficoltà, perdo infatti gli altri e mi ritrovo da solo. Mi aspetto da un momento all’altro che esca un orso dagli alberi e mi attacchi!
Per fortuna fila tutto liscio e dopo una decina di chilometri incontriamo di nuovo l’asfalto.
La giornata procede senza intoppi e con la stessa desolazione del giorno prima, solo campi, boschi, fiumi e laghi, ma dei panorami bellissimi. Per trovare un posto dove pranzare abbiamo percorso ben 80 chilometri!
L’idea della giornata, visto che non ci sono né campeggi né B&B, è di dormire in riva ad un lago intorno al chilometro 180, ma i piani saltano!
La pedivella sinistra di Mara si spezza a metà a causa della potenza sprigionata dalle sue gambe!! Per fortuna c’è il Santo Nastro Americano, ribattezzato il giorno dopo “Jesus Tape”!
Con una riparazione al volo a base di nastro ed un pezzo di legno, riusciamo ad arrivare ad una radura in un bosco, dove allestiamo il campo base e ci prepariamo una buonissima pasta Barilla all’olio e grana che dobbiamo in consumare, però, in tenda a causa dell’assalto delle zanzare; chi pensava che a queste latitudini non ci fossero (tipo me) deve ricredersi!
A parte gli insetti e l’umido, dormiamo tranquillamente.