Wow! Il letto dell’hotel Pelikan era veramente fantastico, mi sono proprio riposato. Ah, se qualcuno si sta chiedendo, come ho fatto io, perché la struttura si chiami in quel modo, la risposta è semplice: c’è una laguna e nella laguna ci sono i pellicani.
Un po’ titubanti, viste le nostre sfortune precedenti con le strade sterrate rivelatesi inesistenti, ci dirigiamo verso sud e la strada asfaltata che lascia il paese “turistico” (in realtà sono 2 strutture ricettive, 3 bancarelle ed una manciata di ristoranti) diventa in un baleno sterrata, la classica strada sabbiosa che si trova nelle pinete delle località marittime.
Per fortuna è abbastanza battuta e facile da percorrere.
Dopo un paio di chilometri la pineta finisce ed il panorama si apre: la strada è perfettamente in mezzo alla laguna ed abbiamo acqua sia a destra che a sinistra, veramente uno spettacolo!
Avvistiamo diverse specie di uccelli diversi, peccato essere una capra in ornitologia e non saperli riconoscere…
Almeno uno stormo siamo riusciti a riconoscerlo, non c’è ombra di dubbio, sono fenicotteri, da lontano sembrano una macchia rosa in mezzo all’acqua grigio/verdastra.
Un paio di altri uccelli, forse Cavalieri d’Italia (anche se siamo in Albania), ci considerano evidentemente una minaccia, dato che continuano a volteggiarci sulla testa ed a stridire (ehm… non sono sicuro sia il verso giusto…) rumorosamente.
Il percorso continua attraversando una piantagione di melograni, non ne avevo mai visti così tanti tutti insieme.
Il clima da queste parti sembra essere perfetto per gli alberi da frutto, se ne vedono veramente di tutti i tipi, anche se circondati il più delle volte da campi rom o spazzatura abbandonata un po’ ovunque.
La sensazione che abbiamo è che tutto funzioni in modo un po’ trasandato, utilizzando quello che si ha e tralasciando il superfluo per chiari motivi economici.
Francamente, tolta tutta la parte dei rifiuti, mi piace lo stile del dare una seconda vita a ciò che non serve più.
Ci imbattiamo in un carro trainato da un mulo il cui padrone gli cammina accanto, impartendo soltanto pochi ordini vocali.
Evidentemente il mulo sa cosa deve fare e sembra conoscere benissimo la strada.
Un gruppo di bambini in un quartiere probabilmente Rom ci fa un tifo da stadio e qualcuno ci batte il 5!
Questo ci da la carica per superare il caldo asfissiante e giungere all’hotel che abbiamo scelto intorno alle 15 e subito ci siamo diretti alla spiaggia più vicina per un bagno rigenerante.
A cena, abbiamo scoperto che il proprietario dell’hotel è un simpaticissimo amante dell’Italia ed è stato molto piacevole parlarci a lungo, ovviamente in italiano.
Domani ci aspetta un passo di “montagna” per arrivare a Borsch, quindi ora letto (dopo le solite 3 birre, ovviamente!).
[ENG]
Wow! The bed in the Pelikan hotel was really great, I really rested. Ah, if anyone is wondering, as I did, why the hotel is called that way, the answer is simple: there is a lagoon and in the lagoon there are pelicans.
A little hesitant, given our previous misfortunes with dirt roads that turned out to be non-existent, we head south and the asphalt road that leaves the ‘tourist’ village (in reality there are 2 accommodation facilities, 3 stalls and a handful of restaurants) becomes dirt in a bit, the classic sandy road found in the pine forests of seaside places.
Fortunately, it is fairly well-trodden and easy to ride along.
After a couple of kilometres, the pine forest ends and the view opens up: the road is perfectly in the middle of the lagoon and we have water to the right and left, truly a spectacle!
We spot several different species of birds, it’s a pity I’m a goat in ornithology and don’t know how to recognise them….
At least one flock we managed to recognise, there is no doubt about it, they are flamingos, from a distance they look like a pink spot in the middle of the grey/greenish water.
A couple of other birds, possibly Black-winged Stilts, evidently consider us to be a threat, as they keep circling over our heads and screeching (er… I’m not sure if that’s the right word…) noisily.
The route continues through a plantation of pomegranate trees, I have never seen so many all at once.
The climate in these parts seems to be perfect for fruit trees, you can really see all kinds of them, even if they are surrounded most of the time by Roma camps or abandoned rubbish all over the place.
The feeling we get is that everything works a bit shabbily, using what you have and leaving out the superfluous for clear economic reasons.
Frankly, minus the whole waste part, I like the style of giving a second life to what is no longer needed.
We come across a cart pulled by a mule whose master walks beside it, giving only a few vocal orders.
Evidently the mule knows what it has to do and seems to know its way around very well.
A group of children in a probably Rom neighbourhood give us a stadium cheer and someone beats us on the high-five!
This gave us the energy to overcome the suffocating heat and arrive at the hotel we had chosen around 3pm, and we immediately headed to the nearest beach for a refreshing swim.
At dinner, we discovered that the hotel owner is a very nice Italian lover and it was very pleasant to talk to him at length, in Italian of course.
Tomorrow we have a ‘mountain’ pass to get to Borsch, so bedtime (after the usual 3 beers, of course!).