Ci svegliamo rinvigoriti, anche grazie all’idromassaggio di ieri sera.
Dopo colazione, scambiamo quattro chiacchiere con il consierge dell’hotel, un ragazzo giovane che parla un perfetto italiano e che mi rivela di non essere mai stato in Italia, ma solo di essere bravo con le lingue (tanta, tanta, tanta stima! Io dopo 4 anni in Austria parlo un tedesco maccheronico…)
La mattina procederebbe tranquilla, se non fosse per la ritta salita che porta al castello di Kruja, luogo abbastanza turistico dove approfittiamo per comprare un paio di souvenirs.
La discesa è altrettanto tosta, ma bellissima, attraversando una fantastica oliveta con un panorama strepitoso.
Già da un paio di giorni abbiamo notato che in giro è pieno di tartarughe di terra, anche piuttosto grosse, ma le due più grosse siamo probabilmente noi.
Siamo infatti molto in ritardo sulla tabella di marcia e quanto ci fermiamo per pranzo in un panificio, sono già le 15.
Durante la discesa la ruota dietro si è pian piano sgonfiata, segno che c’è un forellino nella camera d’aria, quindi decido di approfittare della sosta per controllare, ma l’anello della valvola è bloccato e mi costringe a perdere un sacco di tempo per ripararla.
Ripartiamo solo alle 16 ed inizio ad avere il sospetto che oggi sia uno di quei giorni “sbagliati”.
Attraversiamo Tirana di corsa (purtroppo), soffermandoci solo per una rapida foto. La ciclabile cittadina non è delle migliori: regna il caos ed è spesso interrotta, ma in poco meno di un’ora stiamo di nuovo pedalando forte sulla trafficata statale che va verso il mare.
Per tagliarne gli ultimi chilometri, ci arrampichiamo sulle colline, nella speranza che la strada sterrata segnalata da Openstreetmap e Google Maps come aperta lo sia per davvero. Mai speranza fù più vana!!
In cima alla salita c’è un sentiero da percorrere, ma risulta completamente chiuso da rovi ed altre sterpaglie e, come se non bastasse, sembra che non porti da nessuna parte.
Dopo attimi di “quasi panico”, decidiamo di rinunciare, facendo svanire la speranza di dormire in campeggio in riva al mare, dopo una cena di pesce e ritorniamo sconsolati sulla statale. Ci spaventa il fatto di pedalare al buio nel traffico, dato che qui guidano piuttosto veloce e le strade sono abbastanza distrutte.
Ormai sul far del tramonto, passiamo davanti ad un hotel che sembra meraviglioso, ma decisamente fuori dalla nostra portata, visto che si annuncia come 5 stelle “resort”.
Mara controlla velocemente su Booking.com e scopre che è incredibilmente economico e quindi…
Farsi un bel tuffo in piscina dopo tutte le disavventure di oggi mi ha rimesso al mondo!
Ah, anche qui, quando si sono accorti che siamo italiani, ci hanno accolto con il tappeto rosso e la banda.
[ENG]
We wake up invigorated, thanks in part to last night’s whirlpool.
After breakfast, we chat with the hotel consierge, a young guy who speaks perfect Italian and who reveals to me that he has never been to Italy, but only that he is good with languages (much, much, much respect! After four years in Austria, I speak German like a gibberish…).
The morning would proceed quietly, were it not for the steep climb up to Kruja Castle, a fairly touristy place where we take the opportunity to buy a couple of souvenirs.
The descent is just as tough, but beautiful, passing through a fantastic olive grove with an amazing panorama.
We have already noticed for a couple of days that there are plenty of land tortoises around, some of them quite large, but the two largest are probably us.
In fact, we are way behind schedule and by the time we stop for lunch at a bakery, it is already 3pm.
During the descent, the rear wheel has slowly deflated, a sign that there is a small hole in the inner tube, so I decide to take advantage of the stop to check it, but the valve ring is blocked and I lose a lot of time fixing it.
We don’t set off again until 4 p.m. and I begin to suspect that today is one of those ‘wrong’ days.
We rush through Tirana (unfortunately), stopping only for a quick photo. The city’s cycle path is not one of the best: chaos reigns and it is often interrupted, but in just under an hour we are pedalling hard again on the busy state road to the sea.
To cut the last few kilometres off, we climb the hills, in the hope that the dirt road marked by Openstreetmap and Google Maps as open really is. Never was this hope more vain!
At the top of the climb there is a path to follow, but it is completely closed off by brambles and other brushwood and, to make matters worse, it seems to lead nowhere.
After moments of ‘near panic’, we decide to give up, dashing our hopes of sleeping at the campsite by the sea after a fish dinner and return disconsolately to the main road. It frightens us that we are riding in the dark in traffic, as they drive quite fast here and the roads are quite rutted.
By now in the twilight we pass a hotel that looks wonderful, but is definitely out of our league, as it advertises itself as a 5-star ‘resort’.
Mara quickly checks on Booking.com and discovers that it’s incredibly cheap, so…
Taking a dip in the pool after all the misadventures of the day put me back in the world!
Ah, here too, when they realised we were Italian, they welcomed us with a red carpet and a band.