Sveglia relax in quel di Nikšić, oggi non abbiamo fretta, visto che la tappa è in teoria semplice e quasi tutta discesa. Quasi.
Ho ormai imparato bene sulla pelle che quando, in ambito ciclistico, qualcuno ti dice “tanto è tutta discesa”, quel qualcuno mente sapendo di mentire.
Si parte infatti in salita, sotto un sole già cocente alle 10 di mattina.
Dopo alcuni chilometri di strada statale, imbocchiamo un viottolo che subito presenta un cartello con un teschio ed alcune parole in cirillico.
Ovviamente non lo capiamo e tiriamo dritto pensando che riguardi solo le auto.
Dopo 200 metri ci imbattiamo in un cancello con tanto di filo spinato, ma c’è un’apertura e riusciamo ad entrare.
Il percorso è quello di una vecchia ferrovia, quindi con il tipico fondo di sassi grossi.
La vegetazione ha quasi ripreso il sopravvento ed impieghiamo molto tempo a percorrere pochi chilometri.
Incontriamo inoltre almeno altri 4 cancelli che dobbiamo aprire e richiudere o scavalcare.
È interessante scoprire che la linea risale al 1937, ma non sono riuscito a capire se non sia mai stata ultimata o se sia stata smantellata.
Altro dettaglio curioso è il fatto che non ci siano ponti. Ogni volta che c’era un dislivello da superare, avevano innalzato una massicciata di pietre. Qui praticamente l’acqua non c’è, quindi deduco che non ci sia da curarsi di rispettare il ciclo idrogeologico.
Superata la prova, ci concediamo un pranzo ad un ristorante sulla strada che però mi mette un sonno micidiale (la stanchezza di ieri si fa ancora sentire).
I chilometri successivi sono terribili: 300 metri di dislivello da superare, per di più sotto un sole cocente, per di più su fondo sconnesso, per di più con lo stomaco che cerca di debellare il pranzo.
Impieghiamo almeno un’oretta a spingere fino al “punto alto” che, al solito, sembra spostarsi sempre più sù.
L’ultima parte della tappa è però piacevole: una vecchia strada statale abbandonata che sale con dislivello costante e scende con una miriade di tornanti a Risan, punto di arrivo della Trans Balkan Race.
Non resta altro che percorrere gli ultimi 17 km lungo costa per giungere a Kotor, meta molto turistica, dove ci aspetta un bel bagno rinfrescante!
[ENG]
Wake up relaxed in Nikšić, today we are in no hurry, as the stage is in theory simple and almost all downhill. Almost.
I have by now learnt first-hand that when, in cycling circles, someone tells you ‘it’s all downhill anyway’, that someone is lying when they know they are lying.
In fact, we set off uphill, under an already scorching sun at 10am.
After a few kilometres on the main road, we take a lane that immediately has a sign with a skull and some words in Cyrillic.
Obviously we do not understand it and drive straight on, thinking that it only concerns cars.
After 200 metres we come across a gate with a lot of barbed wire, but there is an opening and we manage to enter.
The path is that of an old railway, so with the typical bottom of coarse stones.
The vegetation has almost taken over and it takes us a long time to cover a few kilometres.
We also encounter at least four other gates that we have to open and close or climb over.
It is interesting to discover that the line dates back to 1937, but I have not been able to figure out if it was never completed or if it has been dismantled.
Another curious detail is the fact that there are no bridges. Every time there was a difference in level to be overcome, they had erected a ballast of stones. There is practically no water here, so I deduce that there is no care to respect the hydro-geological cycle.
Once we have passed the test, we treat ourselves to lunch at a roadside restaurant, but it makes me deadly sleepy (yesterday’s tiredness is still making itself felt).
The next few kilometres are terrible: 300 metres of elevation gain to overcome, moreover under a blazing sun, moreover on uneven ground, moreover with my stomach trying to eradicate lunch.
It takes us at least an hour or so to push on to the ‘high point’ which, as usual, seems to move higher and higher.
However, the last part of the stage is pleasant: an old abandoned state road that climbs with a constant gradient and descends with a myriad of hairpin bends to Risan, the finishing point of the Trans Balkan Race.
All that remains is to cover the last 17 km along the coast to reach Kotor, a very touristy destination, where a nice refreshing swim awaits us!