Day 10 – Fai girare le pale!

Lasciamo il bel bungalow in riva al lago di Pluzine intorno alle 8.
La meta di oggi è Nikšić che è in realtà a portata di cartello stradale, quindi relativamente vicino, ma siccome ci piace complicarci la vita, ci arrampichiamo sulle montagne, esattamente nella direzione opposta.
La bella strada piena di tunnels scavati a mano nella roccia sale decisa, ma è molto scorrevole e man mano che la quota cresce il panorama diventa sempre più mozzafiato.
Finalmente a tarda mattinata, raggiungiamo il “punto alto” della prima lunga salita e la vista è spettacolare: sembra un mix tra Dolomiti ed Appennino.
Consumati abbastanza in fretta i megapanini per pranzo e scambiate quattro chiacchiere con un signore di Berlino che sta girando praticamente tutta l’Europa con il 4×4, ci lanciamo in discesa, ma Mara guarda il GPS e mi avverte “c’è un dentino”.
(“Dentino” è un termine tecnico usato per spiegare i moccoli da tirare quando il profilo altimetrico della traccia scende, ma ad un certo punto risale di botto, costringendoti a pedalare di nuovo a gambe fredde.)
Poco male, siamo ancora freschi e riusciamo agilmente a superarlo ed iniziare finalmente la discesa che si rivela però molto scassata, richiedendo quindi attenzione, tempo e sforzo fisico.
Arrivati in fondo ci rifocilliamo ad un ristorante lungo strada e decidiamo il da farsi: è ancora presto per fermarsi, ma proseguire significa che arriveremo a destinazione a buio. Poco male, si va.
La salita è lunga e sotto un sole cocente, ma almeno è asfaltat… ehm… era asfaltata, ora inizia lo sterrato e poi la mulattiera (da spingere).
In questo versante ci sono diversi torrenti limpidissimi e all’altezza di un gruppo di case, c’è un tubo con acqua corrente che tiene in fresco una lattina di birra. Mi soffermo in ammirazione mistica ed il proprietario (un omone con una bella panza, a torso nudo) mi viene in contro, mi porge la mano presentandosi e cerca in tutti i modi di convincermi ad accettare la birra, ma, ahimè, riesco a resistere.
Pur essendo un luogo remoto, la montagna è piena di vita. Molte persone vivono quassù per allevare animali o coltivare la terra, ma le condizioni devono essere terribili, soprattutto per i più piccoli, costretti a diventare adulti molto presto.
Arriviamo in cima verso le 19 e rimaniamo estasiati: una piana erbosa piena di fiori gialli e rosa con i colori resi dorati dalla luce del tramonto. Meraviglioso!
La zona è circondata da pale eoliche (ne capisco bene il motivo…) che a noi, francamente, piacciono.
Via, buttiamoci in discesa! Ah, no, c’è un altro Dentino. E poi un altro. E poi un altro.
Spero almeno che la fatina dei denti mi porti tanti soldi, visto quanto ho dovuto sudare!
La discesa finale è quantomeno scorrevole e passa abbastanza in fretta, giusto il tempo do quasi farsi attaccare da un cane, ma il figlio del pastore ci salva arrivando prontamente con un bastone.

È finita, arriviamo al B&B alle 22, stanchi, ma soddisfatti per i 100 km e 3200 metri di dislivello percorsi.

[ENG]

We leave the beautiful bungalow on the shores of Lake Pluzine around 8 o’clock.
Today’s destination is Nikšić, which is actually within reach of a road sign, so relatively close, but since we like to complicate life, we climb up into the mountains, in exactly the opposite direction.
The beautiful road full of tunnels carved by hand into the rock climbs steeply, but it is very smooth and as the altitude increases the views become more and more breathtaking.
Finally late in the morning, we reach the ‘high point’ of the first long climb and the view is spectacular: it looks like a mix between the Dolomites and the Apennines.
Having consumed our megapanini for lunch fairly quickly and exchanged a chat with a gentleman from Berlin who is touring practically the whole of Europe in a 4×4, we set off downhill, but Mara looks at the GPS and warns me ‘there’s a tooth’.
(‘Tooth’ is a technical term used to explain the swearings you need when the elevation profile of the track goes down, but at some point it comes back up, forcing you to pedal with cold legs again).
No matter, we are still fresh and manage to pass it with ease and finally begin the descent, which turns out to be very rocky, requiring attention, time and physical effort.
At the bottom, we refresh ourselves at a roadside restaurant and decide what to do: it is still early to stop, but continuing means that we will arrive at our destination after dark. Not bad, we go.
The climb is long and under a blazing sun, but at least it is asphalted. er… was asphalted, now the dirt road begins and then the mule track (to push).
On this side there are several clear streams and at the height of a group of houses, there is a pipe with running water that keeps a can of beer cool. I pause in mystical admiration and the owner (a big man with a big belly, bare-chested) comes up to me, offers me his hand by introducing himself and tries hard to convince me to accept the beer, but, alas, I manage to resist.
Despite being a remote place, the mountain is full of life. Many people live up here to raise animals or cultivate the land, but the conditions must be terrible, especially for the little ones, who are forced to become adults very early.
We arrive at the top around 7pm and are enraptured: a grassy plain full of yellow and pink flowers with the colours made golden by the sunset light. Wonderful!
The area is surrounded by wind turbines (I can see why…) which we, frankly, like.
Off we go, downhill! Ah, no, there’s another Tooth. And then another. And then another.
I hope at least the tooth fairy brings me lots of money, given how much I had to sweat!
The final descent is at least smooth and passes fairly quickly, just enough time to almost get attacked by a dog, but the shepherd’s son saves us by promptly coming along with a stick.

It’s over, we arrive at the B&B at 10pm, tired, but satisfied with the 100 km and 3200 metres of altitude difference we have covered.

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